Musei Aperti

Notte Europea dei Musei

Notte Europea dei Musei

Sabato 13 maggio, in occasione della “Notte Europea dei Musei“, che prevede l’apertura serale straordinaria dei luoghi della cultura dalle 20.00 alle 23.00 al costo simbolico di 1 euro, il Museo archeologico nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi espone temporaneamente una selezione di reperti custoditi nei depositi. Il tema prescelto per l’evento, denominato “Una notte in vetrina”, è “Gli animali“.

Saranno infatti esposti manufatti in terracotta e metallo, databili dal VII sec. a.C. al XVII sec. d.C., accomunati dalla presenza di raffigurazioni di animali (lepre, civetta, serpente, leone, etc.).

L’obiettivo è quello di esporre, anche se per una sola notte, una piccola parte del “patrimonio invisibile” del museo e renderlo fruibile al pubblico.

Giornate Europee del Patrimonio 2022

Giornate Europee del Patrimonio 2022

Sabato 24 e domenica 25 settembre tornano le GEP – Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa.

Il programma del Museo archeologico nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi prevede diverse attività rivolte a tutti, con percorsi di visita guidati, approfondimenti sulle mostre in corso e sulle opere della collezione permanente e momenti di intrattenimento con il pubblico. Inoltre è programmata per l’apertura straordinaria di sabato sera la proiezione del film documentario “Il terremoto del 1930 a Melfi e nel Vulture” e domenica sera la proiezione del film “Femminile singolare”.

Le aperture straordinarie sono, come di consueto, un’occasione per scoprire e visitare i luoghi della cultura in un modo che, grazie ad eventi a carattere multidisciplinare, permetta di guardare a essi con occhi diversi, facendo leva anche sulle emozioni, sulle suggestioni, sul piacere di condividere un’esperienza culturale e di ritrovarsi insieme.

Il tema italiano delle GEP 2022 “Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro” propone una riflessione sulla gestione sostenibile del patrimonio culturale e del paesaggio e, allo stesso tempo, su come questo possa contribuire a un futuro più sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale ed economico.

I musei e i parchi archeologici, infatti, oltre a impegnarsi per introdurre pratiche sostenibili negli spazi di visita e negli uffici, sono chiamati a svolgere il ruolo di promotori della cultura della sostenibilità e a promuovere su tale tema un dialogo con la comunità di riferimento al fine di incoraggiare scelte consapevoli e responsabili in vista di un futuro migliore.

Presentazione volume “CAPOLAVORI IN RILIEVO I sarcofagi di Atella e Rapolla”

Presentazione volume “CAPOLAVORI IN RILIEVO I sarcofagi di Atella e Rapolla”

A cura di Marta Ragozzino, Anna Anguissola, Erminia Lapadula

Presentazione del volume presso il Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi, lunedì 14 marzo 2022, ore 15,30

Alla fine del 2019, per suggellare le azioni strategiche promosse dall’ex Polo museale della Basilicata nei musei della rete, all’interno del programma di Matera capitale europea della cultura, veniva inaugurata presso il Museo archeologico nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi, la mostra Capolavori in rilievo. I sarcofagi di Atella e Rapolla, curata da Marta Ragozzino ed Erminia Lapadula, della quale questo libro, che arriva in conclusione del progetto, racchiude il complesso e articolato racconto. Il volume non è il semplice catalogo di un’esposizione eccezionale e precedentemente ritenuta impossibile, voluta dal Ministero della Cultura, ma un’opera completa, ricca e dettagliata, che la Direzione regionale Musei della Basilicata, guidata da Annamaria Mauro, ha voluto condividere con studiosi esperti di archeologia, archivistica, topografia e storia dell’arte classica, oltre che tecnici restauratori e archeometri.

Grazie allo straordinario prestito del sarcofago di Atella, generosamente concesso, in un anno tanto speciale, da Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico  Nazionale di Napoli, messo a confronto ravvicinato con quello di Rapolla, conservato ed esposto nel museo di Melfi in una sala proprio allora ripensata e resa più accogliente e accessibile, la mostra ha potuto raccontare, a partire dal dato materiale delle due eccellenti opere d’arte, l’importanza culturale e il ruolo ricoperto dal territorio del Vulture in età imperiale.

Il dialogo visivo tra i due maestosi sarcofagi marmorei, in un suggestivo allestimento reso ancor più efficace dalla eccellente illuminotecnica studiata da Francesco Murano, è al centro della narrazione sia della fortunata esposizione che del bel libro che la racconta, grazie a puntuali contributi scientifici e con il supporto di una completa documentazione fotografica realizzata ad hoc e di una accurata campagna di indagini diagnostiche sui materiali costitutivi, utili a comprendere meglio le provenienze degli stessi.

Le ricerche degli studiosi coinvolti, grazie alla regia delle curatrici del volume Marta Ragozzino, Anna Anguissola e Erminia Lapadula, hanno permesso di analizzare in maniera approfondita entrambi i sarcofagi, leggendone per la prima volta, in particolare per quanto riguarda l’esemplare di Atella, gli elementi strutturali, la ricchezza decorativa, le peculiari iconografie, che attesterebbero la produzione dei sarcofagi per una committenza d’altissimo livello, che probabilmente abitava le numerose ville individuate nel territorio e distribuite lungo strategici assi viari.

La lunga durata della mostra, che ha accompagnato l’ultimo segmento del percorso di Matera-Basilicata 2019 conclusosi nel gennaio 2020, rimanendo poi allestita nei difficili mesi dell’emergenza pandemica, e prossima alla conclusione, rappresenta il desiderio di proseguire il percorso di condivisione con le comunità, proiettando in avanti, nel futuro prossimo oltre la pandemia, quanto sperimentato in quell’anno speciale di crescita collettiva, che aveva visto il Polo museale tra i principali protagonisti dell’azione di rinascita culturale della regione.

Insieme, i due meravigliosi sarcofagi, raccontano di uno scambio culturale attraverso uomini, strade e percorsi, tra centro e periferia, tra mondi diversi, quelli microasiatici e attici, dove avevano sede le migliori botteghe scultoree, e quello dell’entroterra lucano, in cui le ville costituivano allora il cardine della vita economica e culturale.

I capolavori in rilievo si connotano quali speciali testimoni “parlanti” della storia del territorio in età romana, permettono di ricostruire le relazioni sociali, politiche ed economiche della regione negli ultimi decenni del II secolo d.C.

Infatti, come il sarcofago di Rapolla, in esposizione permanente nel museo di Melfi, si connota come un’opera di forte rispecchiamento per la comunità locale, allo stesso modo il sarcofago di Atella, prestigioso prestito del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, partner speciale per questo progetto culturale, esprime in mostra, date le sue radici territoriali, tutta la sua forza  suggestiva e simbolica, capace di far emergere e fiorire queste fondamentali connessioni, contribuendo a far comprendere il ruolo di cerniera svolto dal Vulture in età imperiale.

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Presentazione del progetto di identità visiva e immagine coordinata della Rete museale statale della Basilicata.

Presentazione del progetto di identità visiva e immagine coordinata della Rete museale statale della Basilicata.

Venerdì 25 febbraio alle h. 10:00 presso il Museo Nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi, la Direzione Regionale Musei Basilicata e il Museo Nazionale di Matera presenteranno la brand identity della rete dei musei statali della regione di cui il Museo di Melfi fa parte. Per l’occasione interverranno l‘arch. Annamaria Mauro, direttrice del Museo nazionale di Matera e direttrice ad interim della Direzione regionale Musei Basilicata, la dott.ssa Marta Ragozzino, direttrice della Direzione regionale Musei Campania, l’arch. Viviana Loisi, RUP del PON e il prof. Mauro Bubbico, grafico professionista, docente universitario presso l’Isia di Urbino e membro AGI (Alliance Graphique Internationale) dal 2017, che ha curato l’ideazione dell’immagine coordinata dei musei statali della Basilicata e lo sviluppo del progetto grafico.

Dall’individuazione di alcuni elementi distintivi del patrimonio culturale delle singole sedi museali che potessero condensarne l’identità e crearne un immaginario significativo e riconoscibile nasce la proposta grafica realizzata. Per ciascun Museo è stato creato un marchio (simbolo e logotipo) e individuato un colore istituzionale, concepiti in modo tale che la somma delle due componenti costituisca la base dell’immagine identitaria. In associazione è stato realizzato un abaco dei segni, un vero e proprio “alfabeto” di simboli e figure, il cui uso dovrà arricchire la comunicazione visiva rendendola riconoscibile e originale. La somma dei marchi contribuirà, invece, a dare concretezza visiva alla rete museale lucana con l’ideazione del logo della Direzione Regionale Musei Basilicata, l’Ente che gestisce e coordinata l’azione di tutti i luoghi della cultura statali presenti nella regione.

L’iniziativa rientra nel più ampio progetto “FUTURO REMOTO. Matera-Basilicata2019. Per un sistema museale territoriale integrato tra conservazione e innovazione: la valorizzazione della rete dei grandi attrattori nazionali della Direzione Regionale Musei Basilicata”, finanziato all’interno del Programma Operativo Nazionale Cultura e sviluppo FESR 2014-2020. Esso ha come obiettivo il potenziamento della capacità comunicativa dei musei statali lucani, anche attraverso il ripensamento dei loro percorsi di visita incentrati su modalità diverse di storytelling e sull’uso delle nuove tecnologie, in modo da avvicinare i più diversi pubblici alla vita e ai contenuti delle collezioni e dei loro territori di riferimento.

  La partecipazione è libera nel rispetto delle norme anti Covid-19.

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